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Sintesi in rima: quattro stagioni, tre promozioni. Il calcio è anche poesia per la dirigenza della Cingolana. In carica dall’estate 2001, Pelagagge&C. hanno impreziosito l’albo d’oro coi titoli assoluti conquistati dalla Cingolana campione regionale di Prima categoria e Promozione. Impegno gratificante, profuso come?
“Affettivamente: per noi la Cingolana – precisa il Vice Presidente Giorgio Giorgi – è come una figlia. Meglio, come una sorella: nel senso che siamo in pochi a ripartirci le responsabilità che condividiamo quasi a tempo pieno. Quattro o cinque giorni su sette della nostra settimana, sono dedicati alla Cingolana, seguendone l’attività in campo e la vita di spogliatoio”. - Qual è il significato di questo tipo di vita?
“ Lo spogliatoio è il locale dove ci si cambia e ci si lava dopo l’allenamento, ma per i giocatori non è un ambiente di transito, bensì rappresenta il fulcro della coesione, il luogo in cui il gruppo trae energie e si confronta. Per esemplificare: lì ci si dice tutto ciò che va detto in privato e dove ci si carica per la partita: nello spogliatoio, durante l’intervallo della partita, si può riflettere e rigenerarsi psicologicamente per cambiare una situazione negativa del primo tempo, o darsi coraggio quando bisogna allenarsi al freddo magari in una settimana successiva a una brutta sconfitta. Quando moralmente non si è propensi al buonumore. In questi casi, il dirigente in sinergia con lo staff tecnico, può e deve integrarsi con lo spirito giusto”. - Gestire il dopo, vittoria o sconfitta: che differenza c’è?
“Sostanzialmente nessuna, in quanto bisogna agire con un’opportuna dose di equilibrio: quella che occorre pure per adeguarsi all’attuale campionato. Siamo arrivati in Eccellenza molto rapidamente, quindi altrettanto celermente dobbiamo sintonizzare la mentalità sul torneo che è ‘la Serie A del calcio dilettantistico marchigiano’. Ho letto un’interessante affermazione di Trapattoni: il calcio vive di futuro, non di passato. Perciò, il nostro è un continuo crescere verso obiettivi, sportivi e umani, sempre più importanti”. - Per esempio, la promozione n° 4? L’ascesa in Serie D?
“Potrebbe essere un obiettivo ambizioso da raggiungere con una programmazione triennale, anche perché in funzione della D è fondamentale strutturarsi,pure facendo affidamento su un Settore giovanile sempre più qualificato e che richiede rilevanti investimenti per garantire all’organico i ricambi in modo da avere una ‘rosa’ di giocatori folta e ben assortita. Fermo restando l’apporto dello staff tecnico di cui intanto vanno evidenziate passione e professionalità, eccellenze rassicuranti per il futuro”. GIANFILIPPO CENTANNI |