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CINGOLI - Modificare il regolamento per i giocatori fuori quota obbligando le società ad attingere dal proprio settore giovanile, questa l’idea lanciata dal presidente della Cingolana per il futuro di questo sport. Si chiama Marco Pelagagge (foto), 34 anni, il massimo dirigente della Cingolana (Eccellenza), è un ingegnere libero professionista, è sposato e padre di una bambina. Oltre al calcio ha la passione dei viaggi. "Ho iniziato a giocare a calcio nel settore giovanile della Cingolana – ci racconta Marco Pelagagge – ma mi sono fermato alla categoria degli allievi, anche perché ho sempre vissuto la parte dirigenziale di questo mondo, un mondo ereditato da mio padre. Una passione, quella per il calcio, che necessita di molte energie ed impegno. C’è da dire che siamo una società giovane, gli altri membri del direttivo sono miei coetanei e abbiamo una certa ambizione da esaudire”.
Marco Pelagagge come detto ha la passione dei viaggi, hobby che lo ha già portato a visitare molte capitali europee, anche se negli ultimi tempi ha ridimensionato gli spostamenti al panorama nazionale per andare incontro alle necessità della famiglia. "Ho già visitato molte capitali europee, l’ultimo viaggio importante in Scandinavia, davvero bellissimo. Negli ultimi tempi mi sono spostato sempre in Italia anche per non far pesare troppo i viaggi alla famiglia e comunque abbiamo scelto sempre luoghi di mare o di collina”. Un accenno al campionato è doveroso: qui c'è la volontà di raggiungere i playoff. “Crediamo di aver allestito un gruppo ben equipaggiato – ammette Pelagagge – la partenza non è stata quelle che ci aspettavamo, ma abbiamo voglia e qualità per migliorare. L’anno scorso abbiamo lottato fino all’ultimo per i playoff e quest’anno è l’obiettivo che ci siamo prefissati”. Cosa cambierebbe per quella che è la sua esperienza nel calcio dilettantistico di oggi? "Abbiamo già inviato un progetto alla Federazione che noi riteniamo importante. Ovvero modificare la regola dei fuori quota, che oggi non è altro che un calcio mercato sui giovani a tutti gli effetti che spingono le società a chiamare ragazzi anche da fuori regione. Obbligando le società a schierare fuori quota provenienti dal proprio settore giovanile si otterrebbero due immediati giovamenti: il primo abbassare i costi di gestione delle società, il secondo dare realmente spazio ai nostri ragazzi”. (Alessio Carassai) Tratto da: http://www.quelliche.net/pagine/rubrica_continua.cfm?rbcodice=274&numero=21443 |